Per smettere di essere schiavo della rabbia devi pensare come un monaco buddista

Finalmente è stato trovato il metodo per contenere la rabbia in ogni tipo di situazione. Infatti secondo gli studiosi e i monaci, per smettere di essere schiavo una volta per tutte della rabbia che corre dentro di voi dovrete pensare proprio come un monaco buddista.

“La rabbia è un sentimento potente e velenoso – dice Ryūnosuke Koike, monaco buddhista della scuola Jodo Shinshu -. Offrendo un’illusione di forza, essa esercita sull’animo uno stimolo molto più alto e intenso del senso di appagamento.

Nel manuale di un monaco buddhista, Koike ci insegna i precetti, le regole che ci possiamo autoimporre per controllare noi stessi.

“Se lasciamo campo libero alla nostra mente – spiega – desiderio e rabbia affioreranno uno dopo l’altro. Ciò che invece la vincola strettamente affinché si opponga a questo flusso dannoso sono i precetti”.

Secondo i monaci bisogna:

1) Evitare le bugie: Quando si affermano cose o informazioni non vere, le informazioni nella nostra mente vengono disposte in maniera disordinata e cadiamo in uno stato di confusione.

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Una volta detta una bugia, bisognerà accumulare ulteriori menzogne per non farsi scoprire, perciò volta dopo volta, ciò che è contrario alla verità resterà impresso nel nostro inconscio. E la mente si confonderà sempre di più verso sentimenti di rabbia e ostilità.

2) Evitare la critica: Quando si critica, si attiva l’istinto illusorio dell’attaccamento alle proprie opinioni legato al vedere e aumenta l’energia del desiderio di egocentrismo.

3) Contenere e annullare tutta la rabbia: Si può dire che la rabbia sia proprio il primo degli istinti illusori a dover essere estirpato con molta cura dal proprio animo.

4) Evitare il più possibile i pettegolezzi: Quando ci perdiamo in chiacchere inutili abbassiamo l’autocontrollo e aumentiamo l’energia del dubbio. Più si reclama attenzione e più ci si allontana dai sentimenti dell’altro.

5) Accrescere la propria autostima: Molti disagi interiori derivano da una mancanza di stima nei propri confronti, a causa di conflitti interiori o all’importanza che diamo al giudizio altrui. Così, per sostenere questo continuo auto-giudizio, si sprecano molte energie.

Author: Se red

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