Perché non bisogna elemosinare l’attenzione e l’amore di nessuno

Non bisognerebbe mai pensare di elemosinare l’attenzione e l’amore di nessuno: Attenzione e amore sono dei sentimenti spontanei, che non dovrebbero mai essere elemosinati da nessuno…

Eppure, succede a volte che si scateni una specie di “dipendenza affettiva”, che rende impossibile separarsi da una persona. Molte persone si domandano allora come fare a ritrovare nel quotidiano la serenità, dopo la fine un amore “malato”.  E’ possibile superare la dipendenza affettiva?  “Quando nutriamo il ragionevole dubbio di trovarci in una situazione di dipendenza affettiva, significa che il nostro comportamento verso l’oggetto di “amore” è già diventato un problema, condizionando negativamente le nostre giornate. Allo stesso modo, di qualunque comportamento di tal genere, dipendente da sostanze (droghe, alcool, farmaci) o meno, (gioco, web, affettività) abbiamo bisogno di uno specialista psicoterapeuta.

La dipendenza si supera, infatti, indagando approfonditamente i motivi alla base di un comportamento e sperimentando una modalità diversa di relazione. Se questa esperienza “riparativa” è lasciata al caso, aspettando, contando solo sulle proprie forze, potremmo impiegare dolorosamente molto tempo, o non riuscire mai a modificare in modo significativo le nostre scelte”.

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Perché non bisogna “elemosinare” l’amore? L’amore, come qualsiasi altro sentimento o emozione, non può essere attivato su richiesta. Le emozioni e i sentimenti si sviluppano, crescono o si estinguono in modo spontaneo, sebbene in reazione a determinate condizioni (attrazione fisica, stimoli spiacevoli, etc.). La richiesta eccessiva o “elemosina” dell’attenzione e dell’affetto è di per sé una dichiarazione di disvalore della nostra persona: io senza di te non sono capace, io senza di te non valgo niente.

È vero che in amore vince chi fugge o è soltanto un luogo comune? 

“Nei detti popolari c’è sempre qualcosa di vero: Come già detto prima , la richiesta eccessiva, pressante, inopportuna non è mai un buon biglietto da visita. Casomai, genera fastidio e rabbia in chi la riceve e frustrazione in chi la porge. Per “fuggire” non si deve intendere fare perdere letteralmente le proprie tracce, rendersi desiderabili “tirandosela”.

A RISPONDERE ALLE DOMANDE: Dr.ssa Susanna Elena Violanti Specialista in psicologia

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Author: Se red

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