Le persone amano le bugie. Ecco il motivo

Sembra strano mal in realtà tutte le persone dicono di odiare le bugie ma la realtà dei fatti è che le amano. A questo sono arrivati anche gli esperti.

A essere disonesti infatti ci ‘si prende gusto’. Una volta che si inizia infatti, è difficile smettere e ora c’è anche una spiegazione scientifica.

A dimostrare tale teoria ci ha pensato un test condotto dai ricercatori dello University College di Londra, guidati da Neil Garrett, in cui si è chiesto a un gruppo di volontari di cominciare a mentire.

Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, dimostra che una volta che si inizia, il grado di consapevolezza al comportamento scorretto si riduce sempre più, in un effetto valanga.

Come riporta anche l’Ansa, i ricercatori hanno messo 80 persone, tra i 18 e 65 anni, davanti ad un barattolo di vetro con delle monete e hanno chiesto loro di mandare una stima della cifra contenuta in esso ad un partner sconosciuto attraverso il computer.

I ricercatori hanno potuto così osservare che, quando con una stima al rialzo il partecipante ne beneficiava a spese dell’altro, esagerava la sua stima sempre di più. Con la risonanza magnetica i ricercatori hanno inoltre visto che l’amigdala, l’area del cervello responsabile delle emozioni, era quella più attiva quando la persona diceva la prima bugia per tornaconto personale.

“Quando mentiamo per il nostro interesse, l’amigdala produce una sensazione negativa che limita il punto a cui siamo preparati a dire bugie”, spiega Tali Sharot, uno dei ricercatori.

”Questa risposta – continua Sharot – si affievolisce man mano che continuiamo a mentire. Più si sbiadisce, più grandi diventano le nostre bugie, anche in futuro”.

Anche Antoine Garrot, nel 2013, infatti ha provato sulla sua pelle cosa potesse significare non dire bugie, anche di poco conto, per una giornata intera.

Lo studioso ha realizzato anche il suo curioso esperimento su Facebook e, per una durata totale di 24 ore, ha risposto ad ogni domanda che leggeva nella propria bacheca o che gli venisse posta dagli amici. Ha risposto senza filtri, senza pudore e senza riserve, mantenendo però (ragionevolmente) una civile educazione.

Insomma dallo studio è emerso che una parte riuscì a dimostrare che le persone non fossero (e non sono) pronte a ricevere commenti reali, veri e sinceri, dall’altra parte, il 26enne francese, nel solo arco di un’alba ed un tramonto, perse anche il 50% dei propri amici su Facebook.

Tuttavia anche l’esperto Matteo Pacini ha detto che: “La bugia patologica è da intendersi non come bugia sgradevole per chi la subisce (genitori, partner etc), piuttosto come tendenza a raccontare fatti inverosimili, gonfiare in maniera chiaramente incredibile, falsificare documenti o prove dei fatti che si vogliono sostenere e negare l’evidenza di fatti che gli altri scoprono o contestano, il tutto però senza una strategia generale, e con il risultato di portare a conflitti, guai giudiziari, o disastri relazionali”.

Author: Se red

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