L’importanza del silenzio e i rumori ‘molesti’ che rovinano la vita

Tutti hanno bisogno di qualche minuto di silenzio per raccogliere i pensieri ma a delle volte il silenzio può salvarci dal caos della vita quotidiana.

Il rumore eccessivo e inutile dire che soffoca la nostra intimità, impedisce di pensare, lavorare e vivere con serenità e soprattutto è dannoso per la salute: riappropriamoci della pace dell’udito e contribuiamo a diffondere l’ecologia del silenzio.
I danni dell’eccesso di rumore possono essere tanti e non riguardano soltanto la salute fisica, ma anche il nostro equilibrio mentale.

Il cervello è l’organo più complesso e potente, ma, come i muscoli, beneficia del riposo. I ricercatori dell’ UCLA (University California Los Angeles) hanno dimostrato che i tempi che si passano, regolarmente, seduti in silenzio e in riposo mentale, migliorano la “girificazione” del cervello. La girificazione è la formazione di pieghe e solchi cerebrali che possono consentire al cervello di processare informazioni più velocemente. Ritagliarsi almeno 10 minuti per sedersi in silenzio, in auto o in ufficio, visualizzando uno scenario tranquillo (foresta pluviale, neve che cade, spiaggia) può addensare la materia grigia nel cervello.

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Passare più tempo in silenzio aumenta la chimica del cervello, e come grande effetto collaterale si è in grado di concentrarsi meglio. Il Dr. Paul Haider, laureato in Psicologia e gestione dello stress, Ipnoterapista clinico Certificato, Personal Trainer, Istruttore Reiki e QiQong, Maestro di Yoga dice:

Il rumore, e in particolare il rumore di oltre 30 decibel, è associato con alta pressione sanguigna, ansia e stress.
Il silenzio abbassa la pressione sanguigna e permette di affrontare le sfide della vita in un modo migliore. Il silenzio è come ricaricare il telefono, anche la tua mente ha bisogno di ricaricarsi e lo fa durante il silenzio più di quanto non lo faccia durante il sonno.

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Secondo uno studio, portato avanti da Imke Kirste della Duke University, “due ore di silenzio al giorno solleciterebbero lo sviluppo cellulare nell’ippocampo, la regione del cervello collegata alla formazione della memoria”. Gli scienziati sono fiduciosi: se la ricerca andrà avanti, forse si potrà scoprire un nuovo modo per trattare i pazienti che soffrono di malattie collegate alla regressione cellulare nell’ippocampo, come la depressione o la demenza.

Tutti abbiamo bisogno del silenzio. Un bene essenziale, come l’ossigeno per respirare e l’acqua per non morire di sete. E invece lo sprechiamo in un’orgia quotidiana di suoni e di rumori, alcuni inevitabili e altri invece frutto soltanto di cattive abitudini. Frastornati da grandi rumori, pensate a chi ha sfortuna di vivere nell’area a pochi metri dalle piste dell’aeroporto di Ciampino, e da grandi violenze, quelle subite dai cittadini circondati di notte dal caos delle movide metropolitane.

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L’assenza di rumori giocherebbe a nostro favore anche nel calmare i nervi: un team di studiosi ha fatto notare che quando si ascolta una canzone, per quanto rilassante possa essere, a calmarci sono proprio quei due minuti di silenzio che precedono o seguono l’ascolto.

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Author: Se red

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